Apr 042017
 

Gara scelta, viaggio prenotato, hotel riservato… Cosa manca? Ah già… prepararsi a correrla!

Dopo la Maratona di Berlino, da cui sono uscito fisicamente e psicologicamente distrutto, mi sono preso un periodo di stacco, effettuando corse lente e rigeneranti per rilassare la mente e concentrarmi sul puro piacere e divertimento di correre. Con l’inverno ho iniziato a dedicarmi un po’ a migliorare la velocità e piano piano aumentato il carico chilometrico, che ho reputato questa volta come parte principale e più importante della preparazione.

Insomma, mi sono stufato di sbattere contro il muro e ho voluto provare ad abituare il mio corpo a stare più sulle gambe, con l’obiettivo di migliorare la potenza lipidica. Da Novembre ho iniziato quindi a fare uscite un filo lunghe, aumentate ancora a Dicembre fino alla preparazione della Mezza Maratona della mia città in Gennaio, che mi ha dato buon riscontro cronometrico e fornito la base per impostare il resto del lavoro.

Ad ogni cara segue uno scarico, ovviamente rapportato al lavoro fatto, e dopo quindi una settimana di riposo ho iniziato la preparazione specifica che mi ha portato a rompere ogni record di chilometri mensili e settimanali percorsi, arrivando a superare i 500 Km a Marzo.

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Lug 312016
 

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Ho dovuto staccare la spina. Da voi, da me, dal running e da tutto.

Mi spiace aver tralasciato il blog e mi spiace aver smesso di scrivere, ma ero arrivato ad un baratro profondo da cui non vedevo più molta luce. Un grande infortunio mi ha fermato completamente per la prima volta e molte altre cose personali hanno fatto da contorno ad un periodo fra i più cupi della mia vita.

Ma come al solito mia moglie, mio figlio e i soliti pochi amici mi sono stati vicini e mi hanno aiutato, passo dopo passo, a uscire da quel tunnel e rimettermi in carreggiata. Ho capito alcune cose, ho selezionato persone e ho mantenuto idee, ma anche cambiato diversi parametri. Insomma un piccolo “soft reset” che ha completato la rigenerazione ancora nel mio amato Sud Africa.

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Lug 122015
 

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La sveglia è spenta e giace senza vita sul comodino. L’aria condizionata ronza sommessa a fianco del letto, encomiabile per la notte fresca che ha creato. Non ci sono programmi per la giornata, per una volta, nessuno di cui prendersi cura…

Ma l’occhio del runner si apre puntuale prima delle 8.00, gli indumenti tecnici sono già accostati e riposti in ordine sul tavolino e l’orologio GPS attende vicino all’ingresso. La mattina è fresca, perfetta per un bella uscita di corsa lenta verso il Ticino.

… quindi infilo le scarpe che utilizzo per i lenti (anche se ancora non le ho digerite e non le amo particolarmente) ed esco di buon passo. Il primo chilometro si chiude al tempo stabilito ma, poi, piano piano, il corpo mi avvisa che ne ha di più. Accelero, le gambe spingono leggere e armoniose, la cadenza aumenta e la brezza leggera permette al mio viso di rimanere asciutto. I bip del GPS sono l’unico rumore che mi accompagna ed è magico con che rapidità si stiano susseguendo costanti.

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Mag 042015
 

vt

La mattina è uggiosa e triste. Il risveglio è  lento e letargico, dopo una notte dai molteplici risvegli dettati da esigenze inderogabili e che mi hanno lasciato agitato e scosso. Ma metto giù i piedi dal letto e inizio piano piano a indossare canotta e svolazzini…

Faccio le scale e mi appresto ad uscire. Solo pochi chilometri oggi, solo un lento di scarico giusto per tenere le gambe in movimento prima di una domenica in famiglia. Ho voglia di uscire, ho voglia di scaldare il cuore e scaricare la mente. Sono contento di avere l’opportunità di correre anche oggi e certamente sapere che l’allenamento sarà molto facile adiuva il sorriso. Ma forse c’è di più.

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Apr 292015
 

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Ti svegli un sabato mattina uggioso e, dopo aver pensato alla colazione della famiglia, guardi con bramosa insistenza quel cassetto in metallo che in salotto racchiude le tue scarpe da running… Continui a contemplarlo e, nonostante i cereali siano appena finiti, la tua bocca ricomincia ad avere un’acquolina insistente… Un paio di scarpe nuove sono lì, fresche fresche e pronte ad essere calzate… Non vanno bene per te, non sono idonee all’allenamento che ti eri fissato e soprattutto non sono l’ideale durante uno scarico… Ma, d’altra parte, l’improvvisazione e lo sconvolgere le regole fa parte del tuo carattere e allora la decisione si forma con granitica solidità nella tua testa: “al diavolo i programmi, le provo!”.

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