Nov 302015
 

trino

 Il cielo è ancora buio, ma i lampioni illuminano le auto parcheggiate coperte di ghiaccio… Cosi mi sveglio alle 5:30 di domenica mattina, sapendo che il freddo sarà l’unica componente negativa della giornata. Tutto il resto è stato pianificato con cura, la preparazione è andata molto bene e anche oggi i miei migliori amici mi accompagneranno alla gara, rendendo tutto più facile.

Faccio la solita colazione collaudata e mi incontro con Raffaele che sarà il mio autista per arrivare a Trino. Il viaggio è tranquillo e sereno: dal finestrino scorrono paesaggi ghiacciati sotto il cielo rosa che inizia ad essere rischiarato dal sole. Il termometro segna -2 gradi C…

Si arriva a destinazione, entriamo in palestra e indosso gli indumenti scelti per la gara con l’unico dubbio sui guanti… Risolto e deciso, non mi resta che infilare gli integratori e coprirmi con una felpa vecchia “usa e getta”. La botta di freddo all’uscita è molto forte e inizio subito a corricchiare per scaldarmi, salutando i miei amici che invece decidono per un caffè.

Il grande momento è arrivato. Sono sotto l’arco della partenza, la banda attacca l’inno di Mameli e poi BANG! Si parte!

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Nov 102015
 

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Just go for it!

Semplice, veloce e immediato. Determinazione che spacca le difficoltà e fa superare ogni ostacolo. Tutto qui?

No! Cuore e fuoco. Cuore e amore. Passione. Battiti, istanti e pulsazioni. Tensione, fibre muscolari tese.

I passi risuonano attutiti dal terriccio mentre una brezza forte proveniente dal mare fa sbattere la maglia attorno al mio torace. Il sole sta scendendo dietro la collina e le prime ombre si allungano. I bip del GPS suonano regolari e sempre meno spaventosi perché ormai sento il fisico allenato. Un altro giro, un’altra sfida, un altro allenamento finito.

Il tempo scorre, le settimane passano.

I primi dolori sono arrivati e la fatica pure. Li accetto entrambi, li porto con me, stringo i denti conscio del fatto che, se ci sono loro, vuol dire che sto dando il massimo.

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Ott 262015
 

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Si vola in Turchia questa volta, terra di sole, mare e Kebap! E’ una nazione molto grande che accoglie al suo interno differenze estreme e contraddizioni forti: la modernità e il lusso opposti alla tradizione e alla religiosità molto radicata. E’ un paese comunque molto amichevole dove mi sento a mio agio e in cui ho sempre avuto ottime esperienze.

Il cibo è ottimo, la birra pure e ad Izmir il mare regala scorci meravigliosi e, soprattutto, una pista lungo-mare dedicata al running (da condividere solo coi i cani randagi…. che comunque possono contribuire ad a far accelerare il passo…)

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Ott 012015
 

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San Diego è da sempre considerata una città “runner-friendly”: mettiamo insieme il clima californiano, l’oceano, un parco cittadino fra i più grandi d’America e i dintorni collinari e selvaggi… beh direi proprio che il gioco è fatto e  i dubbi che sia una destinazione adatta a me svaniscono!

Ho avuto la fortuna di soggiornare downtown per qualche giorno e poi spostarmi a nord, nella zona Rancho Bernardo, tra le colline, campi da golf, ville da milioni di dollari, ma anche laghi e sentieri selvaggi! Eh sì, lo spazio non manca e proprio in questa zona è presente il Lake Hodges State Park, caratterizzato da trails di rocce e terra rossa, cespugli di Artemisia, cactus e fauna selvaggia.

Come prima tappa ho potato per Balboa Park, esattamente nel centro di San Diego, ad un paio di isolati dal mio Bed&Breakfast. Il parco è immenso, basti pensare che al suo interno si trovano vari musei (Arte, Aerospaziale, Storia Naturale…) e il famosissimo Zoo. Ci sono ristoranti, negozi, il bellissimo Spanish Village e circa una cinquantina di sentieri trail, tutti indicati e segnalati. Praticamente ci si immerge in un’atmosfera rilassata e particolare, piena di punti panoramici ed edifici magnifici incastonati nella natura.

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Ago 262015
 

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Un lento sotto la pioggia d’Agosto. Una corsa che si trasforma in ricordi, in sorrisi e in emozioni.

Il GPS è libero di suonare quanto vuole, oggi il passo lo decido io. Le gocce d’acqua colano dall’aletta del cappellino e punzecchiano fredde le spalle scoperte dalla canottiera. Alzo il viso al cielo e godo della freschezza della pioggia, apro la bocca per assaporarne un po’, per immergermi totalmente in quello che mi sta attorno.

Mi torna in mente la prima volta che ho completato quel giro di campagna, con il mentore vicino. Mi ricordo di tutti i lunghi che ho fatto su quel percorso con un paio dei miei migliori amici sempre pronti a supportarmi in bici con la borraccia puntale che mi viene allungata ogni 5 Km. Penso a quante corse ho fatto e a come mi abbiano cambiato la vita. Realizzo che ogni passo che compio è una piccola vittoria, un segmento che mi ha dato passione e che ha fomentato amicizia e vita.

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Ago 052015
 

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Non esiste luogo migliore per correre che nei Paesi Bassi: ciclabili dappertutto, clima mite (al massimo un po’ di pioggia, ma non ci spaventa), gente educata e cordiale e ottima birra la sera. Se poi ci aggiungiamo il pane sempre fragrante, fresco e ricco di aggiunte sfiziose e la spettacolare torta di mele… avete capito che per me è un posto speciale!

Ho la fortuna di trovarmi spesso per lavoro in Olanda e quindi di aver corso in diverse località, tutte perfette e speciali nella loro unicità. Ho corso anche al maratona di Rotterdam che rimane il mio PB e l’evento più importante e spettacolare a cui abbia partecipato. Insomma The Netherlands, per me, significa running!

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