Nov 222011
 

A meno di non esser nati nella patria dei motori, come lo è di fatto l’Emilia Romagna, penso che quasi ognuno di noi non abbia ricevuto un “educazione” motoristica, nel senso che molto spesso si è spinti a far uno sport più comune come il calcio (molte volte questo è anche caratterizzato dal lato economico non facilmente supportabile).
Io stesso da piccolo mi sono ritrovato nei verdi campi a correre dietro un pallone, ma non appena ne ho avuto la possibilità ho deciso di abbandonare il pallone, per il quale non provavo alcuna sensazione sia praticandolo che guardandolo, e cercare qualcosa che mi coinvolgesse di più.


Passando tra anni di rugby (che probabilmente son quelli in cui ho riso di più), boxe e nuoto arriviamo all’eta di 16 anni in cui mio padre (persona che non finirò mai di ringraziare), dopo essere stato ossessionato all’inverosimile, decide finalmente di comprarmi la mia prima moto: Cagiva Mito EV.
Da quel momento in poi il mio cuore ha iniziato a fare dei giri al minuto piuttosto che continuare con le solite pulsazioni.
Ora possiedo una Street Triple, o meglio lei possiede me, che ho acquistato non appena conseguita la patente A3; e quando sento la melodia idilliaca di quei tre cilindri tra le mie gambe tutto il resto sparisce e siamo solo noi e la strada.
Potrà sembrare strano, stupido ma io non mi curo più di ciò che accade nel mondo, del fatto che forse non arriverò mai alla pensione o della crisi economia globale, per me quel che importa è poter continuare ad andare in moto, fino a che potrò farlo del resto mi importerà poco o nulla.

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  One Response to “Un pezzo di vita”

  1. Stima Freddy 😉

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