I miei sogni

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Dic 192011
 

E’ passato molto tempo dal giorno in cui, insieme a mio padre, osservavo con occhi sognanti una Gilera KK nella vetrina di un concessionario. Avrò avuto si e no 6 anni, e insieme a lui, andai a comprare alcuni ricambi per la sua Vespa del ’66, che ora riposa nel mio garage, a fianco della sorella inglese più pompata.

Era una giornata di primavera, e il sole si rifletteva lucente sul serbatoio rosso del monocilindrico italiano a due tempi. Quell’immagine si è impressa indelebile nella mia mente e, sono sicuro, ha cambiato radicalmente la mia vita.

Ai tempi ero pieno di sogni: sognavo di fare il pilota o l’astronauta e la velocità già mi affascinava. Ma da quel giorno non vedevo l’ora di perdere un dentino per esprimere un desiderio e per chiedere al topino una manciata di monete in bronzo, da mettere da parte per poter un giorno comprarmi quella moto rossa. E ogni Natale la strenna veniva messa via, nella stessa busta con abbozzato sopra, in calligrafia infantile: “PER MOTO”.

Di anni ora ne sono passati, la KK l’ho poi comprata  (anche se usata e non in perfette condizioni), e nel tempo molte moto si sono sempre succedute nel mio percorso; ma l’emozione di quel giorno, non mi ha mai abbandonato.

Negli anni altre passioni sono passate per la mia testa e hanno occupato il mio tempo libero, ma la velocità e le moto son le uniche che hanno continuato immutate e limpide nel corso degli anni della crescita e nel lungo cammino, pieno di alti e bassi, che ognuno di noi percorre arduamente fino a diventare uomo.

Il pallone, le ragazzine e la chitarra hanno cercato di insinuarsi più e più volte nella mia testa, ma ogni qualvolta mi dilettassi in compagnia di una di queste fiamme, bastava il rumore di una moto per distogliere completamente la mia attenzione e per far pompare sangue e passione al mio cuore ancora adolescente.

No, le moto non mi hanno permesso di abbandonarle. Eran sempre lì,  a volte latenti, ma sempre forti e radicate in me. Pronte a esplodere. Bastava in giretto per sentire la forza del loro segnale e per capire che tutto il resto, a confronto, era solo una trasmissione sbiadita e in bianco e nero.

E’ passato un sacco di tempo da quel giorno e non esistono più strenne natalizie né pigne di 200 lire per i dentini che ormai, anzi, il portafogli lo alleggeriscono invece di riempirlo.

Ma la mia passione non si è placata e i miei sogni sono sempre parecchi. Perché sognare è parte della mia vita di uomo, come lo era di bambino.

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