Dic 052011
 

Il palliativo principale del motociclista, per sopravvivere al lungo inverno, è il “giro per concessionari”. Non importa la marca, non importa la distanza a cui si trova. L’importante è riempire un pomeriggio cercando di sostituire la noia con nuovi sogni.

Al mondo esistono due tipi di concessionari: il tipo A, sempre più raro e difficile da trovare, è quello gestito con passione. Il titolare, sempre presente in sala, spende due parole con tutti e fa di tutto per dare prodotti di qualità ai clienti con prezzi corretti.

Il tipo B invece, sempre più diffuso e sempre di di moda, rappresenta il salone di bellezza del motocicilsmo. Le moto son sempre lucide e cerate e su di esse capeggia indelebile la scritta a caratteri cubitali: VIETATO SALIRE. L’ ambiente è curato ma freddo, impersonale e direi quasi ostile nell’accogliere i clienti.

I motociclisti che entrano non vengono salutati e dal banchetto della reception partono immeditamente brutte occhiate non appena il potenziale cliente si avvicina a meno di 2 metri dalla moto esposta.

Queste boutique della moto son famose anche per il reparto abbigliamento, pieno zeppo delle ultime novità e dei prodotti più famosi, che riportano fedelmente sempre e solo il prezzo di listino. Non importa se un casco abbia 5 anni, non importa che le grafiche siano fuori moda, il prezzo di listino se ne starà li, bello nella sua etichetta arancione, a infrangere tutti i sogni di possibile acquisto da parte di un appassionato cliente.

Ovviamente il Carogna e i suoi amici ricercano sempre il tipo A, anche se ormai è una specie protetta, data la scarsa presenza nel mercato italiano. In ogni caso un’occhiata alle moto la si dà sempre volentieri, e anche il reparto abbigliamento può dar luogo a parecchie fantasie immaginandosi in impennata con un bello stivale bianco fiammante!

Ma il reparto che riserva sempre e comunque più sorprese e sorrisi a denti stretti è l’usato. Usato… Beh è una parola grossa… All’interno della parte più snobbata del concessionario si possono incontrare moto di pochi mesi con kilometraggi ridicoli,  che a volte non passano i 2000 Km percorsi. Moto pronte e ruggire, moto che potrebbero darti chissà quante soddisfazioni e chissà quante emozioni, se ne stanno lì,  ferme e assopite.

Il giro è finito, i reparti passati completamente in rassegna e anche il pomeriggio volge al termine. Ancora una volta ci chiudiamo alla spalle la porta del concessionario con l’amaro in bocca… Vedere tante moto fa sempre bene, ma non sarà mai come guidarne una, non sarà mai neanche vicino alle emozioni che ricercavamo, alle sensazioni che solo un vero giro in moto può darci.

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