Nov 292011
 

Non sempre è facile parlare o scrivere. Non sempre è possibile trasmettere qualcosa di valevole a chi è intorno a noi. Qualcosa che segna, qualcosa che resta. Una frase, una somma di parole che creino un’emozione, che colpiscano e che restino indelebili in ognuno di noi.

Con questo blog stiamo cercando di trasmettere passione. Di rendere partecipi le persone di ciò che passa nella testa di un motociclista, di cercare di dare una spiegazione agli altri del perchè agiamo in un determinato modo.

La testa di un motociclista è qualcosa di molto particolare. Riuscire a carpire il perché di ore e ore inginocchiati a terra in garage con le mani sporche d’olio, il perché di afosi pomeriggi di luglio passati a sudare sotto la tuta in pelle e di infinite altre paranoie, esula dalla comune capacità di comprendere.

Il cervello è complicato, agisce secondo strade e ragionamenti difficili e ignoti. Figuratevi quello di un motociclista: di uno che sceglie la via difficile e scomoda. Di chi preferisce un mezzo più pericoloso e sacrificante andando contro il comune buon senso. Beh… ecco in realtà credo che il perché di tutto questo si traduca in una fatto tremendamente semplice: il nostro cervello è parecchio più lineare e ingenuo di quando ci si possa aspettare.

La moto ci piace, ci dà emozioni, ci stimola e ci rende felice. Punto. Non ci chiudiamo dentro luoghi comuni o esperienze vissute che ci facciano cambiare idea o quantomeno attenuino le nostre volontà. Siamo motociclisti, tanto basta. E’ normale vivere per la moto, soffrire per la moto e dare tutto noi stessi per inseguire poche ore di emozioni alla settimana.

Diciamolo pure, siamo come bambini: come loro vediamo il mondo più semplicemente e candidamente. Non ne cogliamo gli aspetti troppo complicati e non ci curiamo di cosa la gente possa pensare di noi. Siamo fatti così e ci piace esserlo. Non abbiam bisogno di nasconderci dietro un’apparenza o di incarnare un determinato stile di vita. Non abbiamo barriere. Non ostacoli a impedirci di tendere a quanto desideriamo.

Il nostro desiderio è andare in moto. Ogni gesto è determinato da quello. Il resto sfugge rapido e veloce dai nostri pensieri e non annebbia il nostro obiettivo.

Si, sorridete pure, siamo come bambini. E il fatto di riuscire a tirare fuori sempre il bimbo che è rimasto in noi ci dà la forza di patire e di affrontare ogni sacrificio.

E se ci ritenete immaturi, beh è solo perché non ci avete capito. Perchè ognuno di voi da dentro le vostre automobili lussuose e sicure, vorrebbe essere in ognuno di noi quando vi sorpassiamo liberi ( a volte su una ruota sola ) e baciati dal vento.

Se ancora non lo capite, guardate il vostro bimbo sul sedile posteriore. Il suo sguardo sarà attento e scintillerà ad ogni nostro passaggio perché attraverso i suoi occhi semplici e ingenui ha potuto cogliere la nostra essenza.

– il Carogna –

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  3 Responses to “Il nostro perché”

  1. “MEMMMmmm!!”
    Il Francy 🙂

  2. - il Carogna -

    aahahh! Inizia già ad apprezzare!

  3. Fiero di essere MOTOCICLISTA!

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