Nov 052011
 

L’acqua scende incessante e impertinente dalle basse nuvole grigie che coprono il nostro cielo. Il tintinnio costante sopra il tetto è ormai diventato la colonna sonora di questo week-end.

La moto dorme in garage, sotto il suo telo, e il led verde del mantenitore di carica mi informa che il suo cuore è pronto a riprendere a battere al mio comando.
Le tute sono ritirate nelle sacche di plastica, i caschi nelle loro borse di tela ma è cosi facile ripercorre mentalmente la stagione passata. Basta un dettaglio a scatenare un’ondata di ricordi che ti trasportano facilmente a qualche mese fa…
Il sole che illumina il pomeriggio e inonda prepotente il mio garage. Il sibilo del compressore costante e il manometro già installato, pronto a controllare la pressione delle gomme, con il solito 2.3 atm davanti e 2.4 atm dietro che è ormai stampato nella memoria.
La tuta è appesa alla scaffalatura, con le cerniere aperte, il casco con la visiera appena pulita è sul banco di lavoro insieme ai guanti e gli stivali sono ai piedi del mio sgabello.
Dopo il controllo della pressione, porto la Daytona fuori, nel sole di un pomeriggio di Maggio che profuma di erba appena tagliata.
Rientro e mi vesto. Tuta, stivali, para-schiena, para-torace, casco e guanti diventano il mio esoscheletro.
Salvo in sella con la visiera ancora alzata. I tendini della mia mano sinistra si tendono per tirare la frizione e il pollice destro schiaccia il tasto di accensione. Il sibilo del tre cilindri arriva alle mie orecchie e il suono secco della prima che entra, sigla l’inizio del mio giro in moto. Mollo la frizione e abbasso la visiera, con una sola parola nella mente… Gas!!!
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