Nov 052011
 
Ci sono personaggi del motociclismo che sono sconosciuti ai più. Piloti che nella loro carriera (anche se breve) sono riusciti a dare emozioni fortissime ai fortunati che sono riusciti a vederli .Piloti che non hanno vinto molto, se non poco o nulla, ma nonostante ciò hanno lasciato segni che valgono ben piu’ di un mondiale vinto. La televisione non sempre ha potuto documentare queste imprese e non possiamo così celebrare pienamente questi campioni.

Uno di questi è sicuramente Giancarlo Falappa ” il Leone di Jesi”. La sua carriera è stata molto breve: ha iniziato con il motocross, come tanti, fino a quando un concessionario gli affida una GSX-R 1100 per provare a correre nel campionato Italiano Sport Production.
In una gara del 1988 si gioca il il passaggio in SBK: Giancarlo però (in sella ad una Bimota YB4) cade nel giro di ricognizione e rompe la pedana del cambio, (chiunque sarebbe rientrato ai box), lui no!! Parte, conduce la gara e fa segnare il giro record!! Ma una nuova caduta lo ferma, sembra tutto perso ma il suo diretto rivale cade e gli regala il passaggio in SBK .
Arriviamo al 1989, finalmente nel mondiale SBK, in sella ad una Bimota e come compagno di squadra F.Biliotti ex campione Europeo e pilota della 500. Giancarlo non si fa di certo intimidire, alla prima gara a Donington, pole e vittoria, non male come esordio. Finì il mondiale al 6° posto, al termine delle gare vittoriose manda in estasi il pubblico con la prime impennate in piedi, la leggenda di Giancarlo non si ferma alle impennate, ma parte da queste.
Alla gara francese la Bimota ingaggia il tosto Mike Baldwin ed è subito battaglia nel velocissimo rettilineo (290km/h) dove i due si toccano piu’ volte, Giancarlo rompe un semimanubrio a 2 giri dal termine, non importa, senza frizione e con una mano sulla piastra va a vincere!!!(Pensate che cose del genere le avessero fatte Rossi o Lorenzo?)
Nel 1990 gli viene affidata una Ducati e il team manager Marco Lucchinelli ha molta fiducia in Giancarlo, ma la sfortuna sta per bussare alla sua porta: durante le prove all’ Osterreichring, per evitare un altro pilota, Falappa va a sbattere contro un guard-rail ed è molto grave: 27 fratture, rottura arteria femorale, perdita di 2 litri di sangue e coma per 12 giorni .
Giancarlo si riprende e nonostante una non perfetta forma fisica torna a correre nel 1991 con una Ducati 888 con compagno di squadra Raymond Roche ( 9° in clas. finale) e successivamente nel 1992 con Dug Polen ( 4° clas. finale ).Nel 1993 si trova ancora in Ducati con Carl Fogarty (5° clas. finale).
Ma è nel 1994 che la sfortuna torna a fargli visita. Si trova ad Albacete e durante le prove gli si rompe il cambio elettronico, cade ed entra in coma per 38 giorni.
Grazie all’aiuto e all’affetto di amici quali il Dott.Costa e Giovanni Di Pillo il Leone di Jesi si riprende, non potrà più correre e non sarà più quello di prima ma il segno che ha lasciato in chi l’ha conosciuto oramai è indelebile .
Vi sono alcune frasi celebri su Falappa, ma quella che preferisco dice : “Le storie più incredibili se riguardano Falappa sono vere”.

Se avete un po di tempo da perdere, questi filmati possono dare un idea.

Raff
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