Mar 292017
 

Se avete avuto la grande pazienza di seguirmi fino a qui, meritate sicuramente di conoscere il motivo della mia scelta di partecipare alla Maratona di Boston.

Come accennato nel post precedente, innanzitutto reputo questa gara come la più prestigiosa e desiderata, come l’evento MUST della mia carriera di runner. Le opzioni era svariate, avendo praticamente miglia infinite sul mio account Star Alliance e vari buoni notte delle più famose catene di hotel… beh il ventaglio di scelte si amplia. Ce n’erano di più vicine, di più lontane e soprattutto di più veloci… ma il fascino che ha sempre esercitato in me la manifestazione del Patriot’s Day non ha rivali.

Tutto è iniziato lo scorso Settembre. Ero ad una conferenza a Malta, perfettamente in forma e prontissimo per la Maratona di Berlino che avrei corso da lì a due settimane. La sveglia (come d’uopo durante le trasferte) era suonata intorno alle 5:30 per darmi il tempo di effettuare un bel lento lungo i bastioni vista mare di La Valletta.

Corricchiando per vicoli con pendenze ardue, e finalmente arrivando sul lungo mare, la mia mente malata da maratoneta era già passata da Berlino a…. what’s next?!?! Tra una folata di vento e una vampata di odore di pesce il cervello mi ha simpaticamente suggerito : “Se adesso fai la più veloce… per competere con Berlino ti tocca correre la più prestigiosa…”

Tornato in hotel, durante la doccia, ho soppesato le conseguenze della mia decisione e ne ho parlato in pausa pranzo con un Cavaliere di Malta (vedi foto) per avere il parere di una persona più anziana e saggia… Ho interpretato il suo silenzio come assenso (si sa, chi tace acconsente) ed ho quindi acceso il portatile durante il coffee break per visitare il sito della Boston Athletic Association.

E’ stato così che ho effettuato la pre-iscrizione alla Maratona di Boston, che non è una lotteria ma bensì una sorta di gara a tempo dove solo i più veloci fra tutti i pre-iscritti vengono accettati fino ad esaurimento posti. Circa 3 giorni dopo ricevo l’email di conferma di accettazione a cui ha fatto seguito una splendida cartolina direttamente spedita a casa.

Aereo e hotel sono seguiti a ruota e finalmente ho potuto riportare la mente a Berlino (che comunque, per la cronaca, non è andata benissimo!)

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