Set 262016
 

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Berlin Marathon. Non serve altro per pensare alla maratona più importante d’Europa, la più veloce al mondo, una delle 6 Major, una gara organizzata con precisione tedesca e di elevatissimo prestigio… Le premesse ci sono tutte… peccato che per me si rivelerà la più sfortunata!

Mi iscrivo subito dopo la scorsa maratona autunnale, sicuro e forte del tempo ottenuto, e già ai primi di dicembre 2015 ho la conferma di esser stato accettato! A fine Maggio un infortunio abbastanza grave mi tiene fermo 6 settimane facendomi quasi perdere le speranze di partecipazione… Dedico anima e corpo al recupero, faccio tutto il possibile e sforno 10 settimane perfette di preparazione che mi portano verso Berlino in super forma fisica e psicologica. Sono pronto….. Ma…

Gli ultimi giorni non riesco a chiudere occhio di notte, inizio a sentirmi stanco e nervoso… Arriva finalmente sabato mattina quanto ho l’aereo per Berlino alle 9:00 da Milano… Essendo già sveglio da un pezzo, intorno alle 6 mi alzo e inizio a preparare la colazione… Mentre il caffè è sul fuoco accendo lo smartphone e…. NO! Email da AirBerlin… Il mio volo è stato CANCELLATO! E ora? In auto è impossibile, non farei in tempo comunque a ritirare il pettorale… Il call center non risponde… La realtà mi piomba addosso come un macigno. Non ho modo di andare… Salta tutto… Per fortuna l’adrenalina fa lavorare il cervello che pensa di controllare un evenutale volo low cost per una città vicina e quindi noleggiare un’auto…

Ryanair mi salva! C’è un Bergamo-Berlino alle 9:20… che ovviamente non posso prenotare on-line perchè troppo vicino all’orario di partenza… Spengo il caffè (che non bevo) prendo lo zaino al volo e mi precipito in auto ad Orio al Serio dove per circa 15 minuti di margine riesco ad acquistare il biglietto! Mi sento miracolato, ma, purtroppo, questa emozione non mi lascerà tranquillo per tutta la giornata e lo stress accumulato mi regalerà un’altra notte insonne.

Arriva domenica mattina, e verso le 7 il sole fa capolino tra le nubi facendomi già capire che la seconda metà di gara sarà calda.

La partenza e l’atmosfera sono spettacolari, Sembra di vivere in un sogno. I big, le bandiere, la musica…e poi BANG! La marea di oltre 40.000 persone prende il via!

Parto bene e costante al passo stabilito, I passaggi sono regolari in maniera incredibile (sarò stupito anche io guardando gli split dopo la gara). Tutto fila liscio: gente ovunque, musica dal vivo, scene in abiti e costume tradizionali, fontane di acqua, ballerina e showman disseminati lungo tutto il percorso. Il corpo risponde alla grande, la testa è concentrate… e poi arriva ancora lui… il muro.

Per la seconda volta sbatto con violenza contro il muro al 33Km, la temperatura è di circa 28 gradi e c’è un po’ di vento, e le mie gambe iniziano a perdere giri… Perdo subito un sacco di secondi al km e l’effetto psicologico è tragico. Tutto si ferma, il sogno sfuma e si trasforma in sofferenza. Senza lo stimolo del PB, la testa inizia a mancare e ogni sensazione negativa viene amplificata. Arriva il dolore al costato e le gambe diventano di piombo, pesanti e difficili anche solo da alzare. Mancano 9 km infiniti, di male, dolore e di fatica a tenere un passo per me da “defaticamento”. Il richiamo del corpo a fermarsi è incredibilmente forte come non mai. La testa tiene ancora.  Zoppico, inciampo,  ma continuo a correre.

Al 38Km  ho un crampo fortissimo al quadricipite sinistro che mi fa barcollare. Zoppico vistosamente per un 200m… Inizio a guardare a bordo strada dove fermarmi… No, non posso ritirarmi dopo tutti i sacrifici e l’impegno! Testa dritta e sguardo avanti…e mancano ancora 4 Km… Incontro un pezzo di percorso trasformato in pista di atletica dallo sponsor e definito “Fast Track” che mi fa arrabbiare con me stesso perché proprio di fast non se ne parla.

Al 40 Km le orecchie mi si tappano e sento le forze mancare… Ancora 2 Km. Giro a sinistra e vedo la porta di Brandeburgo che permette al cervello di stimolare ancora i muscoli per gli ultimi 500 metri infiniti. Taglio il traguardo e devo appoggiarmi per non cadere, la vista sfarfalla… Fermo il cronometro: rimarrà comunque un  buon tempo, il terzo più veloce di sempre, nonostante i 6 minuti persi negli ultimi 9 Km…

Mi ritrovo la medaglia al collo e una birra analcolica enorme e ghiacciata in mano… Provo a berla e mi viene da vomitare. Inizio a camminare verso la consegna borse con l’amaro in bocca e il fisico a pezzi che manda segnali d’allarme da ogni parte.

Riento in hotel con 2 bretzel e, dopo la doccia, crollo distrutto sul letto pensando alla grandissima occasione mancata. Mi sentivo così pronto… e poi per diversi fattori (in primis le mie gambe credo) non ho centrato l’obiettivo. Purtroppo pare che il caldo rovini sempre le mie gare più belle e stavolta anche il viaggio di andata ha contribuito in modo incredibile a stancarmi e affaticarmi. Ho quantomeno imparato che bisogna viaggiare un giorno prima e programmare le gare in periodi più freschi visto che orami il meteo è veramente imprevedibile!!!

In ogni caso, dopo la tristezza e il senso di vuoto iniziale, capisco anche che il terzo miglior tempo di sempre, con una preparazione reale di 10 settimane post infortunio, caldo, vento e imprevisti vari non è cosi male. Anzi, comunque un buon risultato.

Berlino… 33 Km di sogni e 9 Km di grande sofferenza. Mi sono scontrato con il muro e sono stato abbattuto. Ma mi rialzerò presto e più forte di prima! Un altro viaggio, un’altra avventura e altri 42.195 metri per sognare di farcela!

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