Ago 262015
 

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Un lento sotto la pioggia d’Agosto. Una corsa che si trasforma in ricordi, in sorrisi e in emozioni.

Il GPS è libero di suonare quanto vuole, oggi il passo lo decido io. Le gocce d’acqua colano dall’aletta del cappellino e punzecchiano fredde le spalle scoperte dalla canottiera. Alzo il viso al cielo e godo della freschezza della pioggia, apro la bocca per assaporarne un po’, per immergermi totalmente in quello che mi sta attorno.

Mi torna in mente la prima volta che ho completato quel giro di campagna, con il mentore vicino. Mi ricordo di tutti i lunghi che ho fatto su quel percorso con un paio dei miei migliori amici sempre pronti a supportarmi in bici con la borraccia puntale che mi viene allungata ogni 5 Km. Penso a quante corse ho fatto e a come mi abbiano cambiato la vita. Realizzo che ogni passo che compio è una piccola vittoria, un segmento che mi ha dato passione e che ha fomentato amicizia e vita.

Vincere. Una parola che solitamente ha un significato preciso, ma che, se si analizza a fondo, cambia caleidoscopicamente di valore. Proprio sotto questa pioggia che diventa sempre più forte penso che probabilemente non vincerò mai nulla nella corsa, nessuna gara o nessun premio di valore. Capisco però anche che non mi interessa, perché per me vincere è essere lì su quella strada divertendomi e dando il massimo ad ogni passo. Vincere è aver creato legami e amicizie. Vincere è essermi impegnato e dare tutto me stesso in ogni allenamento, vincere è cercare di fare un passo in più di ieri o fermare il cronometro con un secondo in meno.

Vincere è poter bersi una birra con i due migliori compagni di corsa e di vita dopo un allenamento. Vincere è condividere con loro le esperienze e i racconti. Vincere è far suonare la sveglia in vacanza per allenarsi presto e poter tornare con 3 brioches a casa da chi ami. Vincere è farsi male, ma rialzarsi e ributtarsi a capofitto. Vincere è impegno e costanza. Vincere è provarci e darsi un obiettivo. Vincere è prendere impegni con te stesso e rispettarli.

La pioggia continua a cadere e il mio sorriso si allarga sotto l’aletta del cappellino. La mente è affollata di immagini, di frammenti di dialoghi e di echi di risate lontane: la canzone ascoltata in auto di ritorno dalla prima maratona, i racconti al Gallo con rovesciamenti di birra sul tavolo, i messaggi d’aiuto a Diego per un sacco di consigli utili, gli incoraggiamenti di Raffaele nel medio da 20 Km…

I piedi continuano a scandire il ritmo dei ricordi e l’allenamento giunge al termine. Oggi sicuramente ho vinto.

Vincere non è arrivare primi, vincere non è ottenere un premio. Vincere è correre e superarsi ad ogni passo.

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