Giu 012015
 

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L’inverno è stato durissimo: freddo, pioggia, buio, allenamenti in una forma altalenante e troppo spesso al di sotto delle aspettative. Le gambe che non andavano fino a inizio primavera quando poi i tempi son cominciati a scendere, sfociando in fantastiche ripetute 7×1000 (tra i ciliegi in fiore di un laghetto in Corea del Sud che ricorderò tutta la vita) e nel record personale nella mezza maratona alla Stramilano.

Poi la maratona di Milano… L’inizio perfetto, il passaggio 30-esimo km in 2h00m secchi e… il caldo, la fatica, il corpo che non ce la fa più e la conclusione con un 2h55m che mi han lasciato un po’ di amaro in bocca…

Piano piano ricomincio a correre dopo una settimana di scarico e meravigliosamente le gambe son riposate, agili, così scattanti che i tempi del GPS sembrano piovere dal cielo come inaspettati regali fuori stagione.  Allenamenti duri che diventano divertenti, lenti che si trasformano in medi e medi che scorrono più veloci del previsto…

Decido quindi di partecipare ad un paio di gare, una 12 Km a Novara e una 8 Km a Trecate per testare il mio livello di preparazione e l’eventuale bisogno di ulteriore recupero.

La prima delle due gare si svolge in centro a Novara una domenica mattina. Il meteo è perfetto, soleggiato e fresco e in più la mia famiglia mi ha accompagnato, rendendo il tutto ancora più speciale. Parto bene, sono tra i primi e decido di mollare un filo per stare sul passo gara prestabilito. Intorno al quarto Km sono 5° ma ho nel mirino il ragazzo che mi precede che, come spesso accade, è partito con troppa foga e inizia a rallentare. Mi mantengo costante al mio passo e recupero altre 2 posizioni, chiudendo la gara al secondo posto assoluto e soprattutto con mia moglie e mio figlio a guardarmi e applaudirmi all’arrivo.

Dopo Novara è il turno di Trecate. Vado alla gara con l’amico Raffaele e facciamo un bel riscaldamento insieme chiaccherando e divertendoci, poi si parte. La gara è più tirata che a Novara e con qualche personaggio di spicco tra i partecipanti. Vengo superato dai soliti “velocisti dei primi 2km” che partono a cannone ed io, come al solito, rimango tranquillo (si fa per dire…) al passo che ho deciso di tenere. Dopo 2 km circa siamo in aperta campagna, tra le mie amiche risaie che da sempre accompagnano i miei allenamenti, e inizio a recuperare posizioni mantenendo il mio passo.

Al sesto km sono 4 assoluto e ho a pochi metri i due runner che mi precedono (il primo, in testa, è fuori scala, un altro livello) e la vena inizia a chiudersi facendomi fare un pensierino ad allungare per raggiungerli. Guardo il GPS e vedo che sono già di 5″/km più veloce di quanto dovrei e 2 km alla fine, quando so di essere  vicino al limite, mi fanno propendere per mantenere il passo.

Chiuderò quindi quarto assoluto a 8 secondi dal terzo. Al traguardo vedo mia moglie e mio figlio che mi aspettano e ogni pensiero sulla gara o rimorso per non aver provato l’attacco svaniscono. Guardo il GPS: non ho mai corso così forte. E’ perfetto così. La mia mente ormai è focalizzata solo su una bella doccia e sulla splendida domenica che mi attende con la mia famiglia, dopo la bella sudata appena conclusa che mi ha dato molta soddisfazione… e un ottimo ottavino di zola dolce tra le delizie del primo premio di categoria!

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  One Response to “Piccole e grandi soddisfazioni”

  1. Forma fisica ottima! Ti aspetteranno altre gare piene di soddisfazioni! Ahh…buono lo zola! 🙂

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