Apr 152015
 

MCM2015

Perché prima o poi il grande giorno arriva. E ci piomba addosso all’improvviso nonostante lo avessimo pianificato da 6 mesi abbondanti. Ci svegliamo una mattina e ci accorgiamo che ormai siamo al punto di non ritorno. Vizi e virtù  sono sulla bilancia e il giorno del giudizio si avvicina.

Milano per me è stata così… Lontanissima nella mente durante i mesi più freddi e come un tornado a travolgermi con le prime belle giornate. La preparazione è stata dura. Non ci sono altre parole per descriverla. Mi sono allenato col il gelo, la neve, la febbre, l’influenza, punti in un taglio in una mano e ad orari impossibili con fusi orari stranieri.

La giornata della gara è iniziata nel migliore dei modi, una colazione ricca di carboidrati mentre la mia famiglia era a letto e una magnifica compagnia durante il viaggio che in treno mi ha portato a Porta Venezia. Ho avuto la fortuna di aver vicino il mio amico e  mentore storico che ha mitigato la mia agitazione e in più aiutato logisticamente con la borsa.

E poi in un attimo sei al nastro di partenza. Il settore  è il numero 1 e d’improvviso davanti a te entrano le élite. I campioni imbattibili che volano con grazia sull’asfalto. Da lì allo sparo è un soffio. Un sospiro durato 16 settimane e ancora lungo 42 km e 195metri (si perché vi assicuro che dopo 42 km, quei 195 metri sono infiniti e non vanno sottovalutati). Un sogno. Un sogno in cui sai che ci saranno attimi meravigliosi e attimi di sofferenza, ma che in ogni caso rimarrà dentro di te.

Come al solito i primi 8 Km volano senza accorgersi e solo quando vedi il cartello dei 14 Km inizi a capire che sei solo ad un terzo del percorso. Il sole ha iniziato a picchiare forte e il tuo corpo inizia a mandarti dei segnali inequivocabili che sì, forse, correre a 15 Km/h non è la cosa più naturale e facile per cui sia stato progettato. Ma si tiene duro. Il passaggio successivo è quello della Mezza-Maratona, che amo non perché segni metà della distanza, ma perché mi vien facile moltiplicare per 2 il tempo che vedo sul crono ufficiale e rendermi conto di come posso veramente chiudere. E si perché non c’è GPS che tenga, perché la distanza che ti fa vedere è una presa in giro e tu SAI che ci saranno più metri ma non sai quanti…

Dopo i 25 Km la fatica inizia a farsi sentire sul serio, e allora pensi… “dai altri 10 Km e poi ne mancan solo 7″…

A 35 Km sei ancora sulla media dei 4.00 min/km circa… e la tua testa inizia a vedere lampadine colorate che incorniciano la scritta a caratteri cubitali 2:49:59… e poi SBAM!!! Le lampadine iniziano fulminarsi, a spegnersi ad una ad una, come le tue energie che ti hanno abbandonato di colpo. Il famoso muro? Non so… Ma le gambe ti fanno capire che darti un 4:30/km è il massimo che possono fare e anzi…. accontentati!

Ho chiuso cosi, scoppiando sotto il sole battente e arrivando dopo 2h55m35s al traguardo. Sarò partito troppo forte?  Sarò stato stanco e fiacco dall’influenza che mi è passata 4 giorni prima? Il sole? Non lo so e non mi interessa più di tanto.

Ho corso quei 42 Km col cuore, pensando alle persone a cui voglio bene, godendomi a tratti il paesaggio e il tifo di un pubblico stupendo e ho dato tutto me stesso per finalmente abbassare la testa e farmi infilare al collo la medaglia. Ho avuto la fortuna di avere un amico speciale che mi è stato vicino e ha reso ancora più memorabile quella domenica.

Ho potuto contare sempre su una moglie meravigliosa che mi ha supportato ad ogni passo ed ha sopportato la mia tabella di allenamento… e ho avuto altri compagni di viaggio magnifici  che non mi hanno mai abbandonato lungo il percorso e che ringrazio ancora.

La maratona a sto giro si è rivelata anche pregna di sofferenza, ma nonostante abbia provato a farsi odiare, non ha che accresciuto il fascino che esercita su di me, perché alla fine se fino al 42-esimo Km ti dai del pazzo per esserti allenato tanto e per aver affrontato una gara cosi estenuante… quando hai percorso 42.195 metri hai un unico pensiero in testa: “devo iscrivermi alla prossima”.

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  4 Responses to “Milano City Marathon 2015 – Report”

  1. Che dire…un racconto favoloso…fatica, ostinazione, ambizione, sudore, amore per la corsa e per chi ti circonda…il tutto condito da una grande prestazione.

  2. grande atleta…. bellissime parole Massi!!!!

  3. grande atleta…. bellissime parole Massi!!!!

  4. - il Carogna -

    Grazie Gallo e grazie Patrik!

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