Una crisi a due ruote

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Feb 142013
 

L ‘ inverno sembra non finire mai e, a differenza di altri anni, non trovo quella forza e voglia di vestirmi come un palombaro e farmi qualche km nel freddo della pianura Novarese ….starò invecchiando? ….mah… La televisione ci bombarda con le notizie su quella che è diventata LA NOTIZIA: la crisi. Già questa maledetta crisi che falcia posti di lavoro a piu’ non posso, crea quello stato di malessere generale anche nei confronti di chi un lavoro sicuro, ce l’ha.

Io mi son ridotto a snobbare quelle che prima erano priorità mi riferisco a prove, comparative di questo o quel modello , test dei vari team , viaggi avventurosi in paesi mai sentiti per piantare il naso in grafici sulle vendite di questo o quel modello per cercare di vedere un pallido segno di ripresa.

I segni negativi si susseguono: che siano sportive, naked o turistiche c’è ben poco da stare allegri. Tranne alcuni casi, il mercato sta vivendo uno dei periodi più brutti mai visti.  Pochi i modelli che riescono a limitare i danni. Le tabelle dicono che la BMW GS sia ancora la moto più venduta, anche se le vendite totali dicono -20% rispetto ad un già magro 2011. Ritengo sia inutile cercare il perchè nella mancanza di modelli, più economici, più versatili, o nel limitare le potenze non è lì il problema. Sono convinto che questa crisi vada superata considerando quanto segue:

1 Molte aziende sono in difficoltà , molte han dovuto chiudere, verissimo . Ma quelle che vanno bene stanno distribuendo equamente la ricchezza che creano ? Gli stipendi in Italia sono fermi da decenni .

2 Il trattamento che viene riservato alla categoria motociclisti è indegno. Paghiamo assicurazioni pazzesche come se viaggiassimo su berline di lusso. Le tariffe autostradali non fanno distinzione, poco importa se snellisci il traffico, riduci l’inquinamento e quanto altro. Motociclista = pollo da spennare.

3 I concessionari hanno perso ogni possibile rapporto umano con il cliente. Vendere vendere e ancora vendere questa è la parola d’ordine. Ricordo in tempi non lontani, concessionari che ti trattavano con il rispetto dovuto ad un cliente ma soprattutto ad un amico, appassionato, motociclista. Si fidelizzava il cliente.

4 Le case costruttrici devono finirla di sfornare un nuovo modello ogni due anni con chissà quali fantomatici miglioramenti. E basta anche alle moto km 0 o fine serie, vendute a prezzi stracciati . Ogni moto venduta in occasione ne ammazza 10 vendute al giusto prezzo. Così facendo tutto l’ usato diventa invendibile. Creare un legame con il cliente, la tecnologia ci permette via mail di restare sempre in contatto. Nel periodo invernale sondare il terreno capire se ha intenzione di cambiare modello e perchè no ad una eventuale valutazione. Ciò permetterebbe anche di regolare meglio quelli che sono i processi produttivi. Basta anche sovraccaricare le concessionarie, con moto che non saranno mai vendute. In Italia la moto in moltissimi casi è passione, un sogno nel cassetto che si realizza. Pertanto siamo disposti anche ad aspettare pur di avere la moto dei nostri sogni . Per fare un esempio se abbiamo in testa una Brutale non porteremo mai a casa un FZ8 solo perchè è in pronta consegna. Così come chi vuole un R1 a scoppi irregolari non si “accontenterà “di una CBR .

5 E per concludere noi motociclisti, si anche noi abbiamo una parte di responsabilità. Pretendiamo che moto di 5 anni non abbiano più di 20000 km, ed una con 30000 km viene considerata defunta, meccanicamente finita. Ma non è vero !! Si tratta di mezzi meccanici che possono essere ricondizionati con modiche cifre ed in alcuni casi basta salire in sella e partire. Quelle che vengono guardate peggio, sono sicuramente le sportive. Si pensa sempre che siano state usate chissà da quale manico in giro per circuiti. Ma anche in questo caso si tratta di una percentuale piccolissima. La maggior parte di queste non ha mai visto i cordoli di una pista. Ma anche fra quelle che vi girano sono veramente poche quelle messe alla frusta. Diciamo un 5% . Andate in una pista vicino casa cronometro alla mano e controllate voi stessi. Andare ad un aperitivo con la moto del momento dà una certa soddisfazione, ma andarci con una Z 750 del 2006 non farà di voi motociclisti di seconda classe, anzi.

Bisogna pensare che una moto del 2007 non è usata ma collaudata………..Rigaurdo a me? Beh io l’ho comprata!

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  2 Responses to “Una crisi a due ruote”

  1. quanto tempo!

  2. Troppo :)) ……..colpa della CRISI :))

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