Dic 292012
 

Quella che sto per raccontare è una storia un po… “strana”. Mi son deciso a farlo adesso perchè ci sono delle volte che il solo pensarci mi lascia l’ amaro in bocca. Un senso di fastidio, di malessere . Ma veniamo al dunque. Mi chiamo Luigi , 27 anni, un metro e settanta per 85 kg di peso , ( si lo so sono leggermente in sovrappeso ), capelli castani un viso simpatico ( così dicono ) ed una laurea in Economia e Commercio in tasca. Una passione per le moto tramandata da mio nonno Egidio, corridore di medio livello con Guzzi che oggi fanno sorridere ma allora trasformavano ragazzi in eroi.

Se adoro le moto è merito suo. Figlio di genitori separati, mi guadagno da vivere come rappresentante di caffè, vendo quelle capsule che permettono d’avere un caffè buono come quello del bar, stando comodamente seduti a casa . Non nego di berne tanti , quando rifornisco i miei clienti spesso lo devo bere . Non è piacere, ma lavoro e detto tra noi, non posso dire di no a chi mi da di che vivere. In media faccio dai 10 ai 20 incontri al giorno ….fate voi i conti . Gironzolo per il nord Italia a bordo di una Ford Focus nera con oltre 210000 km , una fedele compagna che si deve sorbire le mie stonature quando canto le canzoni di Ligabue, cercando di smaltire la caffeina che regna sovrana nel mio organismo. Odio gli autogrill mi fermo solo per approfittare del bagno. Mi volete fare un dispetto ? offritemi un caffè. Ma è proprio fissando il nero liquido dell’ ennesimo caffè offerto da un cliente, che spesso mi ritrovo a pensare……a Gabriele . Luglio 2010 viaggio di rientro stanco e nervoso ( sapete perchè ) una giornata dove i km e il traffico non pareggiavano le vendite. E’ notte fonda , la monotonia dell’ autostrada mi ha stancato , decido di uscirne ed affidarmi al fedele navigatore. In poco tempo mi ritrovo a percorrere un bella strada collinare . Curve su curve in rapida successione a raggio variabile e asfalto perfetto, ci devo assolutamente tornare ma in moto. Per la mia CBR 1000 sarà una festa. In 20 minuti non incontro neanche un auto, decido di aumentare l’ andatura tanto non rischio certo di addormentarmi. Ma proprio su una curva che voglio prendere ” allegramente ” che vedo parcheggiata una moto in una lieve rientranza della stessa , ed un ragazzo appollaiato sul gard rail che tranquillamente fuma una sigaretta. Procedo per la mia strada ma la mia coscienza comincia a farsi sentire …..avrà bisogno di aiuto,…. è un motociclista come me …..e se fossi stato io al suo posto ?? Al primo bivio inverto la marcia. E’ ancora lì, sono le 3 del mattino e lui se ne sta tranquillamente seduto come fossero le 3 del pomeriggio in attesa degli amici per la smanettata pomeridiana. Avrà all’ incirca 23 anni alto un metro e ottanta, corporatura piuttosto magra . Ciao tutto ok ?! dico con fare deciso ed una punta di preoccupazione nella voce . Si ! tutto bene , ed accende una sigaretta ,….. la batteria dice. Sto aspettando un amico con il furgone continua, a momenti dovrebbe arrivare. Mi avvicino alla moto si tratta di una vecchia Kawasaki Ninja 636 . Riesco a vederlo meglio, l’ unica cosa che illumina la scena, sono i fari della Focus. Un sorriso radioso ed occhi svegli completano il personaggio . Iniziamo una lunga chiacchierata, ( non ho di certo sonno) si parla di tutto ciò che è motociclismo, gare ,piloti , moto preferite, aneddoti e storie divertenti che accomunano tutti coloro che hanno una due ruote nel box. Ci stiamo divertendo. Due giovani nel cuore della notte che se la ridono parlando di cazzate a due ruote. Una giornata partita male che si sta concludendo con una storia da raccontare. Gli presto il cellulare per chiamare nuovamente l’amico con il furgone che a quanto pare non è provvisto di navigatore. La stanchezza comincia a vincere sulla caffeina, decido di salutare e riprendere il viaggio verso casa,( grazie a Dio domani è Domenica ) . Ciao ci si vede ! gli dico , mi dispiace lasciarlo solo ma sono veramente stanco. Salto in macchina riprendo la mia strada. Guardo Gabriele dallo specchietto retrovisore , mi saluta con un braccio alzato, di lui vedo chiaramente solo il chiarore dell’ennesima sigaretta e nulla più. Dopo quache km un ” cazzo!!! ” affolla l’abitacolo della Ford il cellulare !! . Va bene mi dico ed inverto nuovamente la marcia . Il cellulare dimenticato sulla sella della Kawa mi obbliga a tornare indietro, ma non sono irritato , anzi quasi contento, questa nottata sarà raccontata più e più volte, ma ancora non sono consapevole di quello che sto per vivere.

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