Gen 042013
 

Arrivato alla curva dell’incontro, di Gabriele non vi è più traccia. Possibile ? penso. Forse ho sbagliato curva ? no non può essere, sono sicuro, il posto è questo. Cerco riferimenti che confermino le mie convinzioni. Mi guardo intorno con l’aiuto della luce mattutina ed eccolo, finalmente nell’erba vedo affiorare il cellulare. Mi inchino per raccoglierlo , ma la mia attenzione viene rapita da un oggetto nascosto da alcune sterpaglie. Sembrerebbe un pezzo di pietra, ma appena sposto l’erba che lo nasconde, il mio cervello va in tilt . La ragione , la logica vengono disarcionate come in un highside mentale che azzera le regole del gioco o meglio ne scrive di nuove .
Un brivido freddo mi attraversa la schiena , il respiro diventa affannoso ed involontariamente faccio tre passi indietro No !, No !!, e ancora No !!!, non escono altre parole dalla mia bocca e dalla mia testa. Cerco un po di coraggio, mi riavvicino alla pietra e con fare deciso strappo l’erba che ne occulta le scritte . Si !! proprio di una pietra tombale si tratta . Due occhi mi fissano nell’eternità di uno scatto fotografico, sono quelli di Gabriele. La mia testa continua a non capire, a non trovare la via d’uscita a quanto assimilato fino a quel momento. Come un motore senz’ olio sto rischiando un grippaggio mentale. Mi appoggio al guard rail, ora si che vorrei un caffè…. ma triplo. Inutile mentirsi quello che ho visto, con il quale ho parlato e scherzato nel cuore della notte è un fantasma. Resto appoggiato al guard rail, l’ alba con la sua freschezza pulisce i miei pensieri, mentre un auto che sopraggiunge espone la freccia e si ferma a qualche metro da me . Vi scende una giovane donna che regge con ferma delicatezza un piccolo mazzo di margherite. Mi guarda con timorosa attenzione. Sono imbarazzato, ma il suo sguardo ha una certa familiarità . Buongiorno . Buongiorno rispondo cercando di darmi un tono. Mi passa a lato e tranquillamente si reca verso la piccola lapide. Strappa le erbacce , pone il piccolo mazzo e senza voltarsi …..

mio fratello , sono passati due anni ma a me sembra ieri. Non so che dire , vorrei raccontarle del mio incontro, ma non riesco e dalla mia bocca esce un banale quanto scontato mi dispiace . La nostra conversazione è proseguita accompagnata anche da un caffè anzi da più di un caffè. Abbiamo parlato per ore, di suo fratello, della sua passione per le moto ma mai dell’incidente. Forse inutile cercare una spiegazione , una dinamica, è successo punto e basta. Sono passati 15 mesi da quella sera , e da quell’incontro, com’è andata a finire ? stiamo aspettando un bambino ………..Gabriele .

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