Ott 262011
 
Il sole sorge sulla riviera romagnola e i suoi primi raggi investono la finestra della nostra camera. Ci svegliamo di buon’ora e il cervello è già completamente lucido e inondato da adrenalina. Gli occhi non fanno in tempo ad aprirsi che sulle nostre retine sono già impresse tutte le traiettorie e tutte le curve del tracciato.
Ci si lava e veste in fretta e vi va al piano di sotto dove la vecchietta del meublè ha preparato per noi la colazione con torta, thè e caffé…. Stavolta niente bomboloni…

Invasati di caffeina accendiamo auto e furgone e partiamo verso il tracciato.
Siamo tra i primi ad arrivare e sbrighiamo subito le formalità di iscrizione ( il Carogna è il più veloce e si aggiudica il numero 1 ). Iscritti e pronti, tiriamo giù le moto dal carrello e dal furgone, montiamo il tecnologico gazebo e i gemelli a 2 cilindri accendono pure le termocoperte.
Il nostro quadrato di asfalto è conquistato, le moto tutte allineate non vedono l’ora di iniettare benzina nei cilindri e di far urlare i silenziatori.
Mi infilo la  tuta e Raff mi aiuta a mettere le toppe ai gomiti con il nastro americano. Vedo intorno a me moto preparate da far paura e da non essere nemmeno consone al regolamento SuperStock nè SuperSport, e i relativi padroni che lanciano occhiate in cagnesco.
E certo i motociclisti son tutti amici e si salutano sempre… Ma solo se percorrono corsie opposte. Metteteli a guidare nella stessa direzione e diventano dei predatori assetati ti sangue.
Ho il mio casco tra le mani ed è questo il momento in cui tutto davvero inizia. Il mondo visto da dietro la visiera è totalmente differente. Tutto perde di significato, non ci sono più battute e non ci son più parole. La concentrazione ha assorbito tutte le facoltà del mio cervello.
Premo il bottone di accensione e il 3 cilindri inglese inizia a girare. La sua voce si trasmette come musica alle mie orecchie, seppur attutita dal casco. Ma non è solo rumore, è vibrazione, è energia. E’ vita.
Il salire e scendere dei cilindri diventa il movimento alla base del mondo, attorno a cui tutto ruota. La radiazione di fondo che percorre il mio universo.
Inizio sfilare nella corsia dei box e tutto il resto non si può descrivere a parole.
Adrenalina, concentrazione, sforzo fisico e soddisfazione di intrecciano in modo inestricabile in una sinfonia di motori, odore di gomma bruciata, marce che entrano e escono, posteriori che si alzano e saponette ( e non solo ) che grattano l’asfalto.
Finito il primo turno è chiaro quanto il soprannome il Carogna sia adeguato, e solo nel pomeriggio Luca tornerà a sorridere soddisfatto anche lui del cronometro.
I vari fenomeni da paddock con tute all’ultimo grido e moto super preparate, si rivelano come al solito i più lenti in pista, mentre il Novara Team dice sempre la sua.
Tutto il giorno scorre tra turni, momenti di riposo insieme, complimenti e scuse per i tempi alti ( contagiri impazziti che scendono prima di salire, caschi che si appiccicano alla faccia… ); ed è proprio questo a fare da cornice ai momenti più belli che un motociclista possa vivere.
– il Carogna –
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  One Response to “Un giorno in pista. On track!”

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