Ott 252011
 
Beh è il grande giorno per eccellenza. Il giorno in cui la preparazione fisica del pilota e meccanica della moto si mettono in discussione di fronte ad un arbitro imparziale: il cronometro.

Ma andiamo per gradi…
Preparazione:
La giornata in pista in realtà inizia almeno una settimana prima, quando ci si accorda con gli amici su orari e si pianifica il carico moto e bagagli su auto e carrelli.
Poi c’è la preparazione del mezzo. Ore in garage ad assicurarsi che la moto sia perfetta, che sia pronta ad affrontare alcune ore di uso intensivo. Controllo olio, pastiglie, tensione e lubrificazione catena, viteria e tante piccole altre cose ormai diventate pratica consueta per ogni motociclista.
Le mani si muovono svelte tra chiavi inglesi e brugole e, quasi a memoria, ripercorrono lo stesso percorso più e più volte.
L’operazione si corona con la vista della moto sui cavalletti, luccicante e pronta alla missione. Immagine che ci ripaga di ore di lavoro e soldi spesi.
Si comincia poi con l’abbigliamento: saponette nuove ( per me anche almeno un paio di scorta ), controllo cuciture, verifica cerniere…. e via a spulciare tutto l’inventario per essere sicuri di non aver dimenticato nulla.
Si Parte:
La mattina di buon ora ( o la sera prima ) si caricano le moto sul carrello e si riempie tutto lo spazio disponibile con l’abbigliamento e i viveri per la sussistenza in pista.
Ricky arriva puntuale ( preciso come al solito ) e in 20 minuti le moto son pronte. Insieme a Raff formiamo la prima pattuglia del Novara Team a cui si aggiunge dopo pochi minuti il furgone con Luca, Jader e Francesco.
La strada scivola piano ( con il carrello )… e il Carogna continua a fissare dallo specchietto la sua Daytona, teso e preoccupato ad ogni piccola imperfezione del terreno che fa micro-metricamente oscillare il carrello…
Un panino in Autogrill si trasforma subito in una tappa memorabile: seduti per terra all’ombra di un albero, a controllare le moto e a ricevere complimenti e sguardi invidiosi da tutto l’universo maschile che passa accanto al carrello… e perché pure qualche bella occhiata da quello femminile…
Siamo cavalieri, eroi al centro dell’attenzione, che anziché essere in autogrill con l’auto carica di valige per una settimana al mare, siamo li giusto il tempo di rifocillarci, vestiti alla buona e carichi di eccitazione. Tutto ci scorre addosso e battute e discorsi son già incentrati sulla pista e ci aiutano a placare l’adrenalina che inizia a circolare nelle vene.
Si riparte e il “beep” del telepass all’uscita di Cattolica si trasforma in un suono celestiale. L’aria diventa subito più frizzante e profumata. I sensi si potenziano, gli occhi vedono dettagli sconosciuti alla maggior parte degli esseri umani e il cervello già ripercorre meccanicamente ogni centimetro di asfalto che mangeremo l’indomani mattina.
Il pomeriggio passa svelto su una spiaggia dell’adriatico e la sera si cena presto e leggero ( Il Carogna e i più professionali rinunciano all’alcool ) per andare a letto presto e arrivare il più riposati possibile al giorno dopo.
– il Carogna –
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  3 Responses to “Un giorno in pista. La preparazione.”

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  2. - il Carogna -

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  3. kpkhjfs

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