Feb 232012
 

Esiste il giro perfetto. Si, è successo.

Quella volta che il rumore del motore è ancora più bello e intonato, che le gomme pare ( ripeto pare ) tengano più del solito e non accennino a sbavature e che guidare è pura estasi.

Quando la manopola del gas gira con semplicità e infiliamo 2 marce con la ruota anteriore alzata, quasi senza il minimo sforzo. Quando il problema, mentre affrontiamo una piega, è che avremmo dovuto farla più veloce, che tanto ce n’era. Quando quella stessa curva, di solito ostica, la affrontiamo senza la minima titubanza, disegnando una traiettoria pulita e precisa che ci fa fiondare velocissimi alla piega successiva.

Il sole splende alto e nemmeno una nuvola inquina l’orizzonte, l’aria è limpida e l’ossigeno entra fresco nelle nostre narici aiutando il nostro cuore a pompare e l’adrenalina a propagarsi per il nostro corpo.

Le emozioni si mischiano, la percezione si trasforma, il nostro individualismo viene messo da parte per abbracciare il tutt’uno che si è creato con la moto.

Noi pensiamo e la moto esegue. Le azioni dei nostri muscoli sono una conseguenza banale del rapporto intimo che si è creato. Semplice interfacce a due universi paralleli.

La strada scorre liscia sotto le nostre ruote e l’aria carezza le nostre tuta in pelle traforata, e ogni istante è prezioso e speciale. Ogni momento  rimante stampato indelebilmente nel nostro cervello e ci regala emozioni e brividi al solo ricordo.

La giornata perfetta dunque esiste: è quando, scendendo dalla moto, giunti ormai a casa, abbiamo un sorriso stampato sul volto che persiste per ore dopo che abbiamo tolto il casco. Quanto la soddisfazione che abbiamo dentro ci dà la forza di affrontare un’altra settimana, sempre con ben in testa il traguardo da raggiungere per il prossimo week-end: cercare di vivere un’altra giornata perfetta, in sella.

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