Gen 172012
 

Sonnecchiando sul divano, guardo la tv ed esattamente il programma condotto da quei due fortunati (a dir poco)  che come  mestiere gironzolano per il mondo a cavallo di Ducati Monster o Multistrada e,  proprio guardando quest’ultima, mi è tornato in mente un fatto  divertente, capitatomi qualche anno fa.

La Multistrada non era la belva tecnologica che tutti conosciamo ma, anzi, era un po’ il brutto anatroccolo delle sport-touring. Le case motociclistiche danno ogni tanto la possibilità a tutti di provare il loro modelli, nuovi e non, per cercare nuovi clienti e per fidelizzare quelli già esistenti, organizzando delle giornate dedicate.  Queste giornate, per chi condivide questa passione, sono vere e proprie feste.

La possibilità di provare bellissime moto con la pancia piena dal ricco buffet (non sempre) che le case organizzano, sono un’occasione da non perdere. Tutto è perfetto, moto nuove che  non vedono l’ora di essere strapazzate da motociclisti pronti ad esprimere giudizi da veri tester, elencando con precisione pregi e difetti di questo o quel modello, con il fare del vecchio campione.  Ma veniamo al dunque.

Mi recai  ad un Ducati Day  pieno di entusiasmo perchè  stavo per provare i modelli che alimentavano le mie fantasie: dalla SBK 998 all’748 e poi la ST e le varie Monster.  Sbrigate le scartoffie, la festa era incominciata e passai la mattinata saltando da un modello all’altro come un bambino al luna park, ovviamente  con qualche puntatina al buffet. A fine mattinata ero soddisfattissimo e avevo provato tutti i modelli tranne uno: la Multistrada. Troppo brutta per i miei gusti e troppo brutta per essere una Ducati.

Stava per partire l’ultimo gruppo dell’ ultimo giro, quando mi si avvicinò uno degli addetti (con il quale avevo fatto amicizia) e mi disse : “E’ rimasta libera la Multistrada perchè non la provi?”. Non nego d’aver aspettato qualche istante prima di accettare. E va bene mi dissi… “così le ho provate tutte”.  Fui l’ultimo a salire in sella e l’ultimo del gruppo. Il giro che avremmo fatto era quello che ripetei per tutta la mattina; un bel percorso ricco di curve da 2° e  3°. Persi subito terreno dai miei compagni perchè stavo prendendo confidenza con questo “gioiello”  a due ruote.

La moto risultava veramente comoda, il bicilindrico spingeva che era una meraviglia ed il manubrio largo mi dava il totale controllo del mezzo. Percorsi un paio di km e già inizia a divertirmi. Accennai anche qualche impennata. In breve  raggiunsi il gruppo e, uno ad uno, ne sorpassai i membri. Uno sporgedomi con il ginocchio, un altro con la gamba fuori in stile motard, sempre divertendomi e con la Multistrada che accontentava  ogni mia richesta.

Il giro era quasi finito e mi ritrovai in coda al  capo gruppo che, ricompattate le fila, fece rientro al concessionario. Scesi dalla moto contento e divertito , compilai  il questionario ma, alla voce estetica, non scrissi nulla. Mi dispiaceva scrivere “brutta” dopo il bel giro ma… neanche bella… Mi diressi verso la mia moto per rientrare a casa, quando la voce dell’addetto, che mi aveva proposto il giro, mi urlò  un “Com’è ?!” . Io d’istinto, davanti a tutti, risposi con un  “Bella!!”…   E pensare che io, bella, non lo volevo nemmeno scrivere.

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