Gen 072012
 

Prima o poi capita. Punto.

Alla fine arriva il momento il cui il fisico non ce la fa più, la stanchezza ha il sopravvento e in cui diventa facile mollare e abbandonare. Succede a tutti, succede ovunque e in ogni ambito.

Arriviamo ad un punto in cui la scelta più facile è lasciar perdere, in cui è forse molto meglio dire basta. Siamo arrivati fino a lì, abbiamo fatto sacrifici e ottenuto discreti risultati sicché che male ci sarebbe ad accontentarsi?

Nel nostro caso si potrebbe entrare nella corsia dei box, mettere il cavalletto ( chi ce l’ha ) e togliere il casco. Andare a ritirare le foto al baracchino e gustarsi le emozioni che abbiamo ancora in circolo. I muscoli fanno male, gli occhi bruciano e il paraschiena è madido di sudore.

Si può tornare a casa, ritirare la moto e chiudere il garage, compiaciuti e felici di quanto abbiamo fatto e ottenuto. Possiamo scrivere il tempo migliore che è apparso sul cronometro, assaporarne le cifre che lo compongono ed esserne soddisfatti.

Beh… non sempre funziona così. In qualcuno di noi la fatica scatena un fuoco. L’acido lattico non solo fa bruciare i muscoli, ma incendia anche la nostra passione. Accende la voglia di migliorarsi, di sfidare noi stessi. Nulla da vincere o da dimostrare a qualcuno. Nulla in gioco se non il nostro orgoglio e la nostra determinazione ad andare oltre il confine. Dal momento in cui togliamo il casco tutto è improntato a distruggere la cifra più bassa che è apparsa sul lap timer.

Il nostro fisico è distrutto, ma la nostra mente è lucida e razionale. Dentro di noi sappiamo che, se veramente lo vogliamo, possiamo rialzarci più forti di prima. Possiamo giocarcela ancora: è solo questione di allenamento e di forza di volontà. Non sarà facile, cazzo se i secondi passano in fretta, ma non dobbiamo sottovalutare la forza dentro ognuno di noi.

Ricominciamo da capo, sì, ancora una volta. Analizziamo ogni errore, perché di sicuro ne abbiamo commessi, valutiamo ogni traiettoria sbagliata e concentriamoci sul nostro corpo. No, la moto non c’entra nulla. Il limite siamo noi e dobbiamo tornare a lavorare sulla nostra preparazione.

Riguardare video e video del tracciato, sfidarci sui soliti 5 km di corsa per percorrerli un po’ più in fretta, aumentare il ritmo di flessioni e addominali e infrangere quella barriera che ci sembrava cosi chiara e delimitante la scorsa volta.

Certo, perché i limiti esistono solo nella nostra testa e se davvero lo vogliamo, con impegno, determinazione e forza di volontà, la linea di confine la possiamo superare, andare oltre e ritracciarla un po’ più in là.

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  4 Responses to “Oltre il confine”

  1. credo che noon scriverei mai un pensiero del genere…semplicemente perche’ non spetta a nessuno di noi….ognuno fa cio’ che si sente…..i limiti sono veramente soggettivi e cambiano da individuo ad individuo…puo’ accadere di mollare tutto per stanchezza..puo’ acadere di mollare tutto perche’ ti viene a mancare un amico a causa di un incidente..puo’ accandere di mollare perche’ cambi vita….ti sposi e sai che la tua vita e le tue passioni in parte devono cambiare…
    ma di certo se tu e solo tu a decidere da solo il tuo futuro…
    non so che cosa avesse in testa colui che ha scritto…magari io ho capito solo una parte di cio’ che voleva trasmettere…ma volevo cmq scrivere il mio pensiero…. 😉

  2. - il Carogna -

    Ciao Giuliana, grazie di seguirci e soprattutto grazie del tuo commento.

    Le tue parole sono giuste e corrette, e rispetto appieno il tuo punto di vista. Sono pienamente d’accordo con te, “ognuno fa ciò che si sente” è una frase giustissima. Come dici tu i limiti sono soggettivi e nessuno deve mai dimostrare nulla ad alcuno. Volevo solo dire che, se uno vuole e se la sente, può sempre migliorare se stesso con impegno e forza di volontà.

    Grazie ancora e a presto!

  3. Caro il Carogna, le tue parole a me hanno dato la carica. Se nel momento della stanchezza si riesce a mantenere una sufficiente lucidità e obiettività di pensiero, si può vedere il proprio limite e decidere di superarlo. O anche no, come dici tu Giuliana, se durante il tragitto cambiano i nostri obiettivi. Ad ognuno il suo viaggio!

  4. - il Carogna -

    Mi fa molto piacere che ti sia piaciuto! E grazie di continuare a seguirci!

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