Dic 222011
 

Si deve tornare indietro  all’inverno del 1995 per scoprire quando il Carogna entrò in contatto con la sua prima, vera, due ruote.

Pare strano ma ero un ragazzino timido e introverso che amava stare pomeriggi interi in giro con il Ciao di mia madre a girovagare per le campagne del novarese, proclamando al mondo la mia libertà e indipendenza negli spostamenti.

Ovviamente tra i 40 e i 45 Km/h la strada scorre lenta e, stufo di osservare le risaie, i miei occhi e la mia testa iniziavano a dipingere  ben altro sull’asfalto davanti a me. Ripensavo alle immagini in pista di Cadalora, Reggiani, Doohan e Schwantz e chiaramente mi immaginavo alla guida delle 500cc da gran premio con il mio cognome svettante sopra la tuta, in alto, sulle spalle ( le gobbe non esistevano ancora…).

Il momento del grande passo arrivò l’inverno prima del compimento dei mitici sedici anni. 16 è un numero piccolo ma che apriva le porte ad un altro numero ben più importante, a tre cifre e seguito da due lettere gemelle: 125 cc.

Con mio padre mi misi in cerca di un buon usato cercando di spendere il meno possibile visto che la mia busta “PER MOTO”, nonostante gli sforzi, era sì pesante, ma di monete e non in valore assoluto. Papà finalmente riuscì, tramite un amico, ad individuare un buon affare: una Gilera KK, usata quasi per nulla, ferma da parecchio tempo e con il proprietario ansioso di liberarsene.

Una sera buia andammo insieme a vederla e, sotto uno spesso strato di polvere, incontrai l’oggetto di tutti i miei sogni di bambino, che d’allora in poi cambiò la mia vita, infettandomi con una passione infinita e viscerale per le moto. Lo so, vista adesso non è bella e sinceramente pure allora non aveva molte possibilità di vincere ( esteticamente e in prestazioni ) contro Mito, TZR e RGV Gamma… Ma era la mia moto. La moto che sognavo da bimbo e la moto che mi avrebbe battezzato vero motociclista. Era la due ruote che mi avrebbe portato sul serio in giro, e che veramente mi avrebbe dato la libertà di muovermi come più mi piaceva.

La trattativa commerciale fu immediata e con 600.000 lire, passaggio compreso, portai a casa questi 125cc di passione italiana e il bello iniziò allora.

Lavorammo tantissimi week-end e tantissime sere su quel motore ormai incrostato di polvere e olio, smontammo carburatore, getti, filtro aria, valvola di scarico e quant’altro si rese necessario. Io guardavo mio padre che con le sue mani abili aggiustava e risolveva problemi per me insormontabili, lo vedevo lavorare veloce con attrezzi che io a stento capivo da che parte si impugnassero.

Insieme a lui la moto migliorava e con lei pure io. Imparavo da mio padre tutti i trucchi, tutti i movimenti e le conoscenze e facevo mia quell’esperienza che ancora oggi custodisco gelosamente nel mio cuore. Diventammo un tutt’uno per momenti brevi ma intensi, eravamo un team affiatato e compatto. In una parola, diventammo amici.

La moto nel Gennaio del ’96 finalmente si accese, ma il carburatore ci tradì ancora e si rese necessaria una seconda pulizia completa… E finalmente eccola, pronta, lucida e col motore in perfetto ordine ad aspettarmi per il primo giro in moto, nel Marzo del 1996 con il mio foglio rosa stretto in pugno.

Le  emozioni che mi ha dato questa moto non riesco a esprimerle a parole: le prime puntate oltre i 100 Km/h ( pure oltre i 150 Km/h a dire il vero ), le prime  pieghe abbozzate, le prime impennate a pochi cm da terra e il fantastico odore di olio da 2T bruciato che mi impregnava i vestiti, non si possono spiegare.

Mi basta soltanto dire che quelle due lettere, KK,  mi danno ancora i brividi e sarebbe per me un sogno meraviglioso potere stringere la manopola del gas di quella stessa moto che oggi guiderei con fierezza e orgoglio se fosse ancora con me… Eh beh probabilmente meglio di quando avevo 16 anni, ma purtroppo senza la spensieratezza e le emozioni che solo allora poteva darmi.

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  7 Responses to “I miei primi 125cc”

  1. Mi sono quasi commosso …. !

  2. Bello davvero…quando a Natale ho visto Ricky e Francesco montare insieme la prima motoretta elettrica, mi sono chiesta se anche per Francesco sarebbe stato un ricordo simile….ma forse è ancora troppo piccolino!

  3. - il Carogna -

    Grazie dei complimenti! Si, forse è piccolino, ma l’emozione che ha provato sarà sempre con lui 🙂

  4. aspetto il post sulla MITO…

  5. - il Carogna -

    Arriverà 🙂

  6. complimenti, mi hai fatto commuovere!!!!
    parole bellissime, vere, e che sto vivendo io sulla mia pelle!!

  7. - il Carogna -

    Grazie mille dei complimenti! Goditi ogni attimo!

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