Apr 282017
 

Solo un’unica cosa può eguagliare la grandezza della mia emozione di partecipare alla Boston Marathon: la delusione che ho provato al traguardo.

Ma andiamo per gradi.

Sabato e Domenica

Il viaggio incomincia il sabato mattina con i miei amici Marco e Raffaele che mi accompagnano a Malpensa. Sono visibilmente emozionato e carico e stemperiamo un po’ di tensione con una colazione al tiepido sole. Il viaggio prosegue nel migliore dei modi, check in fast-track, lounge e volo in orario (anzi pure un po’ in anticipo) fino a Newark. Anche qui sembra un sogno, nemmeno una persona davanti all’immigration and customs control, cosa assolutamente mai capitata.

Lo scalo del New Jersey è disseminato di giacche Adidas di vari colori, ma tutte immancabilmente con un un grande unicorno ricamato: sono tutte le persone in viaggio per Boston che sfoggiano i trofei degli anni precedenti. Il volo per il Logan parte e arriva in orario e mi infilo subito in un taxi per raggiungere il mio hotel downtown dove finalmente posso rilassarmi dopo circa 14 ore di viaggio. Sono le 18 locali circa, per me mezzanotte, quindi faccio uno spuntino e mi infilo a letto.

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Apr 042017
 

Gara scelta, viaggio prenotato, hotel riservato… Cosa manca? Ah già… prepararsi a correrla!

Dopo la Maratona di Berlino, da cui sono uscito fisicamente e psicologicamente distrutto, mi sono preso un periodo di stacco, effettuando corse lente e rigeneranti per rilassare la mente e concentrarmi sul puro piacere e divertimento di correre. Con l’inverno ho iniziato a dedicarmi un po’ a migliorare la velocità e piano piano aumentato il carico chilometrico, che ho reputato questa volta come parte principale e più importante della preparazione.

Insomma, mi sono stufato di sbattere contro il muro e ho voluto provare ad abituare il mio corpo a stare più sulle gambe, con l’obiettivo di migliorare la potenza lipidica. Da Novembre ho iniziato quindi a fare uscite un filo lunghe, aumentate ancora a Dicembre fino alla preparazione della Mezza Maratona della mia città in Gennaio, che mi ha dato buon riscontro cronometrico e fornito la base per impostare il resto del lavoro.

Ad ogni cara segue uno scarico, ovviamente rapportato al lavoro fatto, e dopo quindi una settimana di riposo ho iniziato la preparazione specifica che mi ha portato a rompere ogni record di chilometri mensili e settimanali percorsi, arrivando a superare i 500 Km a Marzo.

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